ELLENDE
"Todbringer"
[Talheim Records 2016]
Un intenso fluire di emozioni che
catalizzano l'attenzione verso un profondo vuoto interiore è quello
che si prova ascoltando questa splendida seconda opera incisa con
sudore e passione nel 2016 dai tedeschi ellende.
La band austriaca
guidata dal deus ex machina Lukas Gosh è attiva dal 2011 ed ha
prodotto due album sin qui, forgiando una carriera solida e
sorprendente per qualità ed intensità della musica proposta.
Le
atmosfere decadenti e disilluse avvolgono ed ammantano di chiaroscuri
il post-black metal degli Ellende su cui il cantato, in lingua
madrea, di stampo depressive decanta versi tormentati influenzati
dall'esistenzialismo in cui natura e malinconia dell'essere umano si
fondono per creare intensi turbamenti dell'io.
Le canzoni si
sviluppano in un crescendo di melodie elettroniche ed evocativi
rallentamenti acustici, in cui a dominare sono i tempi dilatati, dove
non di rado compaiono elementi di sottofondo( violini...) che
impreziosicono le trame sonore.
La lunga Scherben rappresenta il
miglior esempio da cui partire per comprende il disco, nonché a
parer di questo modesto scribacchino, l'apice del disco.
L'inizio
sofferto che alterna chitarre acustiche ad una chitarra elettrica
dipinge melodie cupe che anticipano e caricano di pathos le sfuriate
centrali pregne di disperata tensione emotiva.
Non da meno le
altre composizioni, semopre in bilico tra black metal tradizionale e
superbi voli depressive dalle tinte post.
Todbringer è
sicuramente una perla da scoprire nel mare di ottime uscite black
metal degli ultimi anni, un disco che si distingue dalla massa per la
capacità di evocare intime paure ed epifanie mistiche in chi lo
ascolta.

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