
Debutto dei Madrilegni HYENA che con il loro omonimo album mettono in risalto indiscusso potenziale! Questo progetto, formato da membri di altre formazioni spagnole quali URA, Enoch Ardon, Equilibrio and Orchis Simia, non da al pubblico niente di incredibilmente innovativo!
Tuttavia, il sound, la "passione" (che sembra traspirare da ogni brano), e la forza/violenza dei brani proposti, non puo' che catturare l'attenzione.
A cavallo tra primi Viscera/// in "Cyclops" e gli Olso Luna (altra band spagnola che dovreste decisamente controllare), questi ragazzi muovono l'influenza crust su sonorita' a cavallo tra emo/post-punk e con una verve che riesce a unire la mescola di generi in maniera piu' che convincente.
L'unico neo e' da trovarsi nel fatto che il genere in se si rifa' a stilemi usati ed abbusati per ormai quasi quarant'anni. Detto cio' il riffing non brilla di luce propria se non nei momenti piu' lenti in cui la band osa avventurarsi tra territori sconosciuti al genere. Le parti piu' lente ed "introspettive" sono, da questo punto di vista, una benedizione. Troncano la monotonia ed aggiungono personalita' ai brani, rendendoli piu' intriganti nei momenti in cui la "violenza" risulta fine a se stessa.
La voce di Victoria, la cantante, e' inoltre graffiante e ben gestita nei brani. Il fatto che si tratti di una cantante da forse un'espressivita' diversa rispetto a cio' che un uomo potrebbe ottenere.
A partire da "Aquellos Momentos", con la sua introduzione lenta e deprimente (qui un suono che ricorda piu' una band a cavallo tra sludge/post che una band crust), ci si ritrova subito davanti ad un'affermazione di personalita'!
Mentre "El Silencio" fa sorridere con quel riffing classico e che ricorda brani storici come "Motorbreath", la successiva "My Worst Enemy" brilla come uno degli highlight del disco e da spazio a strutture che verranno poi ampliate nei brani successivi.
La tracklist, nel suo insieme, da questo punto di vista, e' ben gestita e trasporta l'ascoltatore tra brani piu' o meno classici nello stile, attraverso altri che son molto piu' personali ed emozionanti. Quest'alternanza di parti lente e veloci e' infatti usata in piu' occasioni durante l'album, dando la possibilita' alla band di esprimersi in maniera sicura e mostrando che i ragazzi sanno cosa stanno facendo. Altri brani che ho trovato parecchio interessanti son stati "Guerras" e la conclusiva "Algo Que Cambiar".
In conclusione, un debutto che da la possibilita' di meditare su un progetto che potrebbe decisamente diventare un importante punto di riferimento della scena estrema Spagnola.
Con la speranza che il tutto non si riduca solo ed esclusivamente a questo disco negli anni a venire, gli Hyena han tutto il mio supporto!
L'unico neo e' da trovarsi nel fatto che il genere in se si rifa' a stilemi usati ed abbusati per ormai quasi quarant'anni. Detto cio' il riffing non brilla di luce propria se non nei momenti piu' lenti in cui la band osa avventurarsi tra territori sconosciuti al genere. Le parti piu' lente ed "introspettive" sono, da questo punto di vista, una benedizione. Troncano la monotonia ed aggiungono personalita' ai brani, rendendoli piu' intriganti nei momenti in cui la "violenza" risulta fine a se stessa.
La voce di Victoria, la cantante, e' inoltre graffiante e ben gestita nei brani. Il fatto che si tratti di una cantante da forse un'espressivita' diversa rispetto a cio' che un uomo potrebbe ottenere.
A partire da "Aquellos Momentos", con la sua introduzione lenta e deprimente (qui un suono che ricorda piu' una band a cavallo tra sludge/post che una band crust), ci si ritrova subito davanti ad un'affermazione di personalita'!
Mentre "El Silencio" fa sorridere con quel riffing classico e che ricorda brani storici come "Motorbreath", la successiva "My Worst Enemy" brilla come uno degli highlight del disco e da spazio a strutture che verranno poi ampliate nei brani successivi.
La tracklist, nel suo insieme, da questo punto di vista, e' ben gestita e trasporta l'ascoltatore tra brani piu' o meno classici nello stile, attraverso altri che son molto piu' personali ed emozionanti. Quest'alternanza di parti lente e veloci e' infatti usata in piu' occasioni durante l'album, dando la possibilita' alla band di esprimersi in maniera sicura e mostrando che i ragazzi sanno cosa stanno facendo. Altri brani che ho trovato parecchio interessanti son stati "Guerras" e la conclusiva "Algo Que Cambiar".
In conclusione, un debutto che da la possibilita' di meditare su un progetto che potrebbe decisamente diventare un importante punto di riferimento della scena estrema Spagnola.
Con la speranza che il tutto non si riduca solo ed esclusivamente a questo disco negli anni a venire, gli Hyena han tutto il mio supporto!
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