
SEDNA
"Eterno"
[Various 2017]
Eccoci qui, finalmente, con la recensione di questo capolavoro!
I Sedna, son riusciti con "Eterno" a mettere la firma su uno dei migliori lavori in ambito post-black in arrivo dall'Europa quest'anno. Di fianco ad altre interessanti realta' italiane, i ragazzi di Cesena han realizzato il disco grazie ad un'importante collaborazione tra alcune delle migliori etichette underground del vecchio continente.
Un album che si impone a cavallo tra black e post, con sonorita' che mi han ricordato in parte i primi Drudkh (per le melodie, il riffing e le vocals graffianti) ed in parte il primissimo lavoro di A Storm Of Light (per le composizioni piu' psyche e sognanti), senza tuttavia dimenticare altre influenze che arrivano da generi distanti da quelli suonati dalle band appena citate.
La band trascina l'ascoltatore in un viaggio dilatato, che sin dai primi istanti mette in mostra musicisti maturi che non han timore di prendere le distanze dalle radici black per muoversi attraverso territori meno esplorati. I ragazzi han cercato, e son riusciti, a raggiungere un apice compositivo perfetto per la loro proposta e con grande personalita' han portato a casa un LP vincente che sa accattivarsi ascoltatori che arrivano da mondi diversi.
Quattro brani in totale, per una durata di quasi cinquanta minuti. Quattro capitoli che han un feeling quasi "nostalgico" con sonorita' retro' che godono di accenti al limite dello shoegaze, dell'indie-rock e del post-punk, ma che tuttavia si buttano a capofitto nell'estremo.
"Pillars Of Creation", parte I & II, son il display perfetto per tutte queste influenze e i Sedna son incredibili nel riuscire a tenere alta la tensione, senza sforzo alcuno, mentre costruiscono melodie maestose prima di tuffarsi in blast-beats e parti violente, per poi avventurarsi ancora una volta in momenti di pura estasi. Il basso non rimane in secondo piano ed invece rafforza le strutture dei brani con corposa enfasi nelle parti piu' lente e percussiva violenza in quelle piu' veloci.
La batteria si esprime in maniere articolata, cucendo ritmiche perfette per i vari generi nel genere.
Con "Mountains Of Creation", si raggiungono vette assolute che raccolgono il meglio dei due brani precedenti per dar spazio ad un altra perla! Con chitarre sofferte, e tuttavia "epiche", e' facile spostarsi tra sfuriate black e i migliori momenti degli Earth. Una traccia che racchiude in se assoluta poesia.
La conclusiva "Eterno" chiude il tutto in maniera enigmatica, dando un break al resto dei brani e spingendo l'ascoltatore a schiacciare "Play" un'altra volta.
Un disco che va assaporato e che marchia indelebilmente la prima meta' di questo 2017.
I Sedna, son riusciti con "Eterno" a mettere la firma su uno dei migliori lavori in ambito post-black in arrivo dall'Europa quest'anno. Di fianco ad altre interessanti realta' italiane, i ragazzi di Cesena han realizzato il disco grazie ad un'importante collaborazione tra alcune delle migliori etichette underground del vecchio continente.
Un album che si impone a cavallo tra black e post, con sonorita' che mi han ricordato in parte i primi Drudkh (per le melodie, il riffing e le vocals graffianti) ed in parte il primissimo lavoro di A Storm Of Light (per le composizioni piu' psyche e sognanti), senza tuttavia dimenticare altre influenze che arrivano da generi distanti da quelli suonati dalle band appena citate.
La band trascina l'ascoltatore in un viaggio dilatato, che sin dai primi istanti mette in mostra musicisti maturi che non han timore di prendere le distanze dalle radici black per muoversi attraverso territori meno esplorati. I ragazzi han cercato, e son riusciti, a raggiungere un apice compositivo perfetto per la loro proposta e con grande personalita' han portato a casa un LP vincente che sa accattivarsi ascoltatori che arrivano da mondi diversi.
Quattro brani in totale, per una durata di quasi cinquanta minuti. Quattro capitoli che han un feeling quasi "nostalgico" con sonorita' retro' che godono di accenti al limite dello shoegaze, dell'indie-rock e del post-punk, ma che tuttavia si buttano a capofitto nell'estremo.
"Pillars Of Creation", parte I & II, son il display perfetto per tutte queste influenze e i Sedna son incredibili nel riuscire a tenere alta la tensione, senza sforzo alcuno, mentre costruiscono melodie maestose prima di tuffarsi in blast-beats e parti violente, per poi avventurarsi ancora una volta in momenti di pura estasi. Il basso non rimane in secondo piano ed invece rafforza le strutture dei brani con corposa enfasi nelle parti piu' lente e percussiva violenza in quelle piu' veloci.
La batteria si esprime in maniere articolata, cucendo ritmiche perfette per i vari generi nel genere.
Con "Mountains Of Creation", si raggiungono vette assolute che raccolgono il meglio dei due brani precedenti per dar spazio ad un altra perla! Con chitarre sofferte, e tuttavia "epiche", e' facile spostarsi tra sfuriate black e i migliori momenti degli Earth. Una traccia che racchiude in se assoluta poesia.
La conclusiva "Eterno" chiude il tutto in maniera enigmatica, dando un break al resto dei brani e spingendo l'ascoltatore a schiacciare "Play" un'altra volta.
Un disco che va assaporato e che marchia indelebilmente la prima meta' di questo 2017.
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