
Quando si parla di releases che in un certo qual modo ti fan tornare il "sorriso", si puo' decismente parlare di album come questo interessantissimo lavoro dei Lituani Au-Dessus.
In principio non sapevo bene cosa aspettarmi dato che non conoscevo neanche l'esistenza della band. Una tra le migliaia di entita' che stan popolando l'underground post-black eruopeo e mondiale.
Innovativi? No signori! Questi ragazzi non suonan niente che vada al 100% oltre gli schemi e sonorita' dei generi nel genere. Eppure.. che botta!
La forza di questa release e' tutta nella mescola di sonorita' e stili che prendon l'ascoltatore di peso e lo trascinano a fondo in un'amalgama densa e vischiosa.
Muovendosi principalmente tra lidi post-black al limite delle dissonanze gia' offerte dai maestri del genere, questi ragazzi si potrebbero facilmente catalogare a lato di gruppi geniali (gia' recensiti in questo spazio) come Entropia e Hegemone o tra le migliori release della Unquiet Records!
Brani come "IX" rientrano tra quei capolavori del genere che stan caratterizzando questa nuova corrente e son senz'altro da ascoltare e gustare in pieno!
Il mix di suoni e' perfettamente bilanciato, con un drumming preciso che tuttavia sa andare sia veloce che lento nel strutturare e presentare una sessione ritmica intensa e annichilente! Un esempio su tutti e forse la monumentale sequenza che caratterizza il principio del brano "X" ed il corpo principale dello stesso! Assolutamente riuscita e "catchy". Le chitarre, sfruttano un suono ripulito e per niente zanzaroso. La distorsione e panning right/left son assolutamente azzeccati. Creano una costante aspettativa per quanto riguarda il prossimo riff ed il prossimo cambio, brano dopo brano. Le chitarre fanno da pilastro portante per quella che e' la complessita' dei brani e la loro bellezza.
Il basso non osa piu' degli altri strumenti ma anzi si pone al servizio della sessione ritmica ed abbraccia le chitarre in modo tale da dare un senso di assoluta compattezza durante l'intero lavoro.
La voce, e' perfetta per il genere. Credo che avrebbe potuto creare forse un qualcosa di leggermente piu' elaborato se avesse tentato di distaccarsi dall'approccio puramente black. Questo non e' necessariamente da vedersi come un punto negativo. Nel complesso, le vocals son perfettamente distribuite sulla struttura dei brani e fanno il loro "sporco lavoro" con maestria.
Il costante cambio tra scream e "growl-oriented-vocals" e' perfettamente gestito e quando Mantas decide di alzare i toni all'estremo, e' facilmente udibile l'incredibile talento di cui dispone! Avendo le basi per una possibile evoluzione nello stile, credo che un prossimo lavoro potrebbe decisamente vedere un'approccio diverso o piu' sperimentale come gia' intentato nel brano "XI".
Questo e', senza ombra di dubbio alcuno, un'interessantissimo lavoro che al fianco dell'omonimo debutto [scaricabile gratis qui] uscito all'inizio di quest'anno per Witchin Hour Productions, da la possibilita' di conoscere un gruppo che potrebbe decisamente far la differenza in una scena che si sta popolando rapidamente e che a breve andra' a corto di idee.
In principio non sapevo bene cosa aspettarmi dato che non conoscevo neanche l'esistenza della band. Una tra le migliaia di entita' che stan popolando l'underground post-black eruopeo e mondiale.
Innovativi? No signori! Questi ragazzi non suonan niente che vada al 100% oltre gli schemi e sonorita' dei generi nel genere. Eppure.. che botta!
La forza di questa release e' tutta nella mescola di sonorita' e stili che prendon l'ascoltatore di peso e lo trascinano a fondo in un'amalgama densa e vischiosa.
Muovendosi principalmente tra lidi post-black al limite delle dissonanze gia' offerte dai maestri del genere, questi ragazzi si potrebbero facilmente catalogare a lato di gruppi geniali (gia' recensiti in questo spazio) come Entropia e Hegemone o tra le migliori release della Unquiet Records!
Brani come "IX" rientrano tra quei capolavori del genere che stan caratterizzando questa nuova corrente e son senz'altro da ascoltare e gustare in pieno!
Il mix di suoni e' perfettamente bilanciato, con un drumming preciso che tuttavia sa andare sia veloce che lento nel strutturare e presentare una sessione ritmica intensa e annichilente! Un esempio su tutti e forse la monumentale sequenza che caratterizza il principio del brano "X" ed il corpo principale dello stesso! Assolutamente riuscita e "catchy". Le chitarre, sfruttano un suono ripulito e per niente zanzaroso. La distorsione e panning right/left son assolutamente azzeccati. Creano una costante aspettativa per quanto riguarda il prossimo riff ed il prossimo cambio, brano dopo brano. Le chitarre fanno da pilastro portante per quella che e' la complessita' dei brani e la loro bellezza.
Il basso non osa piu' degli altri strumenti ma anzi si pone al servizio della sessione ritmica ed abbraccia le chitarre in modo tale da dare un senso di assoluta compattezza durante l'intero lavoro.
La voce, e' perfetta per il genere. Credo che avrebbe potuto creare forse un qualcosa di leggermente piu' elaborato se avesse tentato di distaccarsi dall'approccio puramente black. Questo non e' necessariamente da vedersi come un punto negativo. Nel complesso, le vocals son perfettamente distribuite sulla struttura dei brani e fanno il loro "sporco lavoro" con maestria.
Il costante cambio tra scream e "growl-oriented-vocals" e' perfettamente gestito e quando Mantas decide di alzare i toni all'estremo, e' facilmente udibile l'incredibile talento di cui dispone! Avendo le basi per una possibile evoluzione nello stile, credo che un prossimo lavoro potrebbe decisamente vedere un'approccio diverso o piu' sperimentale come gia' intentato nel brano "XI".
Questo e', senza ombra di dubbio alcuno, un'interessantissimo lavoro che al fianco dell'omonimo debutto [scaricabile gratis qui] uscito all'inizio di quest'anno per Witchin Hour Productions, da la possibilita' di conoscere un gruppo che potrebbe decisamente far la differenza in una scena che si sta popolando rapidamente e che a breve andra' a corto di idee.
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