
"Patterns In The Ashes" è il secondo album per gli Stone Angels e segue a distanza di sei anni il debutto "Within The Witch" del 2011.
Il trio proveniente dalla Nuova Zelanda prosegue il suo percorso lungo la frastagliata via dello sludge metal dalle forti tinte oscure e doom forgiato da possenti muri di chitarre e melodie cupe e maestose.
Questa nuova prova in studio è composta da appena tre brani dalla durata complessiva di venti minuti in cui il gruppo elabora uno sludge corposo abbastanza dinamico e vario, cosa non sempre scontata nel genere.
"White Light, White Noise II" apre il disco lasciando subito intendere le intenzioni del gruppo ovvero sette minuti di chitarre slabbrate e atmosfere dilatate dalle tinte dark in cui la voce sembra provenire dall'aldila, nelle sue sporadiche apparizioni.
Un inizio molto promettente per il brano migliore dei tre, dove il gruppo riesce a far emergere la sua essenza puntando forte sull'atmosfera piuttosto che sulla pesantezza.
"Signed In Blood" aumenta la dose della brutalità abbandonando le spinte esoteriche ed innalzando muri impenetrabili di fangoso sludge che renderebbe fieri i Crowbar, peccando però di originalità, nonostante gli ottimi spunti melodici.
"For The Glory Of None" alza ancora il tiro introducendo furenti blast-beat e chitarre di stampo death, canoniche che si fondono con splendide aperture al limite del drone che alzano la qualità del brano.
"Patterns In The Ashes" ci presenta un gruppo dalle grandi doti che però non riesce ancora a focalizzarsi bene sul risultato, alternando ottime soluzioni a canoniche scelte artistiche, risultando ancora acerbo.
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