ENTROPIA
"Ufonaut"
[ARACHNOPHOBIA RECORDS 2016]
"Ufonaut"
[ARACHNOPHOBIA RECORDS 2016]
Senza ombra di dubbio non recente come altri dischi che abbiamo recensito. Pero', che dire se non che "Ufonaut" degli Entropia e' un lavoro indiscutibilmente geniale?
Quella vena post-black che permea l'intero disco e' forse una tra le minime sfacettature del loro sound e sin dalle prime note di "Fractal", ci si ritrova lanciati in una spirale interminabile che trascina verso un abisso denso e allucinatorio.
Brani medio lunghi scandiscono un lavoro immenso, sia a livello copositivo che a livello di miscelatura di suoni a cavallo tra generi e sottogeneri. Un album che non si rifa' ad un genere in particolare se non forse per l'approccio vocale. "Ufonaut" e' vario, composto da strati su strati di pazzia sonora. A tratti black, a tratti post, con synth che eccheggiano misticamente tra ritmiche squisitamente eseguite.
Non c'e' in verita' un brano che spicca sopra gli altri. La qualita' dell'intero disco e' talmente alta che non si puo' davvero parlare di brani migliori o peggiori.
Personalmente, "Paradox" e' forse uno dei brani che piu' ho apprezzato per le sue aperture "sognanti" e "post" ma, nella sua totalita', questo e' un lavoro superbo a priori.
La produzione e' perfetta per la proposta e mette in risalto una band con le idee ben chiare quando si tratta di strutturare canzoni complesse e variegate senza avere il timore di osare ed adentrarsi in soluzioni poco convenzionali.
La penultima "Veritas" e' anch'essa una canzone inarrivabile. Perfezione che davvero pochi posson raggiungere. Gli Entropia son un esempio lampante di una band "giovane" che ha il potenziale infinito per diventare un'icona della nuova musica estrema a livello mondiale.
Senza timori, si puo' dire che questo e' forse uno dei migliori dischi stampati nel 2016 in ambito estremo. Una perla che ogni fanatico dovrebbe avere nella propria collezione!
Quella vena post-black che permea l'intero disco e' forse una tra le minime sfacettature del loro sound e sin dalle prime note di "Fractal", ci si ritrova lanciati in una spirale interminabile che trascina verso un abisso denso e allucinatorio.
Brani medio lunghi scandiscono un lavoro immenso, sia a livello copositivo che a livello di miscelatura di suoni a cavallo tra generi e sottogeneri. Un album che non si rifa' ad un genere in particolare se non forse per l'approccio vocale. "Ufonaut" e' vario, composto da strati su strati di pazzia sonora. A tratti black, a tratti post, con synth che eccheggiano misticamente tra ritmiche squisitamente eseguite.
Non c'e' in verita' un brano che spicca sopra gli altri. La qualita' dell'intero disco e' talmente alta che non si puo' davvero parlare di brani migliori o peggiori.
Personalmente, "Paradox" e' forse uno dei brani che piu' ho apprezzato per le sue aperture "sognanti" e "post" ma, nella sua totalita', questo e' un lavoro superbo a priori.
La produzione e' perfetta per la proposta e mette in risalto una band con le idee ben chiare quando si tratta di strutturare canzoni complesse e variegate senza avere il timore di osare ed adentrarsi in soluzioni poco convenzionali.
La penultima "Veritas" e' anch'essa una canzone inarrivabile. Perfezione che davvero pochi posson raggiungere. Gli Entropia son un esempio lampante di una band "giovane" che ha il potenziale infinito per diventare un'icona della nuova musica estrema a livello mondiale.
Senza timori, si puo' dire che questo e' forse uno dei migliori dischi stampati nel 2016 in ambito estremo. Una perla che ogni fanatico dovrebbe avere nella propria collezione!

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