
VAEE SOLIS
"Adversarial Light"
[SIGNALREX 2015]
Quello sludge/doom di matrice chiaramente hardcore ma che
strizza l’occhio al black metal, oscuro e straziato, incessante e senza
divagazioni: questo sono i Vaee Solis, in sostanza. Ammetto che amo
particolarmente le urlatrici dietro al microfono, e Sofia Loureiro è egregia
nel suo scream al vetriolo che accompagna il lungo, monolitico ed incessante –
lento - ritmo di questo "Adversarial Light".
Come inizia, così finisce, e nel mezzo solo oscurità e picchi di disperazione;
praticamente è un’eterna canzone col medesimo incedere, i soliti riff, e per
una volta quest’accezione del “solito” non è negativa, ma proprio, semmai, il
suo contrario. L’ispirazione che sostituisce l’originalità qui funziona, e
molto bene, e quando l’idea è chiara e la sostanza c’è, non bisogna
contaminare, non serve. "Adversarial Light" funziona anche grazie ad un suono che
apparentemente freddo, scarno, in realtà è allo stato dell’arte; riempie ed
esalta tutti gli strumenti e le varie parti, perfettamente riuscito per questa
tipologia di sound ed intenti. Non c’è molto da dire, in verità, su di un album
che sostanzialmente è indirizzato ad una fetta di audience molto precisa, e nemmeno
siamo a parlare, qui, di grandi momenti che lasciano a bocca aperta per capacità
strumentali e/o intuizioni compositive di chissà quale ardire, però chi ama
gente come gli Indian qui troverà minuti di appagamento (praticamente l’intera
durata dell’album) non indifferenti.
Neri come la pece, dal Portogallo, su Signal Rex, i Vaee Solis con la loro
dichiarazione d’intenti firmata "Adversarial Light": segnateveli e supportateli,
se credete.
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