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Tuesday, 27 June 2017

BUIOINGOLA "Il Nuovo Mare"



BUIOINGOLA
"Il Nuovo Mare"
[VARIOUS 2017]

I Buioingola sono l'anomalia, son il disagio, son l'estro artistico che porta alla pazzia.
Con "Il Nuovo Mare", questi ragazzi spingono i limiti del post oltre ogni aspettativa, creando un lavoro sublime. Tantissime influenze, tantissima voglia di esplorare. Un basso degno dei migliori Godflesh, in un mix tra Nadja e Lurker Of Chalice. Questi ragazzi han dato vita ad un mostro che incanta e danza nella mente mentre i sette brani che compongono un capolavoro del "metal" moderno scorrono senza dar tregua.
Capolavoro perche' i Buioingola non si fermano o cercan appoggi stabili in nessun sottogenere, semplicemente prendono i sottogeneri che voglion usare, li fondono e rimodellano a loro immagine. "Il Nuovo Mare" si spinge oltre ogni aspettativa tra territori industrial, drone, darkwwave, black, crust e le voci malate, che in maniera simile ai MonumentuM si ergono nelle parti narrate, si alternano tra momenti che ricordano Zaraza o ancora, i piu' contemporanei Drug Honkey.
Un lavoro che va assorbito e che non e' un facile ascolto se non somministrato in piccole dosi o preso integralmente come dose unica in un tentativo di overdose. Dipende davvero dal moode dell'ascoltatore la maniera in cui si vuole ascoltare questo lamento distante, questo richiamo paranoico che e' stato messo in musica.
Sin dall'opener "Polvere", i Buioingola son abili nello stordire e rapire l'ascoltatore tra ombre di colore, tra foschia ed un senso di opressione interminabile. I brani che seguono non son da meno nel tentativo di districarsi da un suono vischioso e annichilente. Annichilente non per la violenza, ma per le sensazioni di vuoto che riesce a creare intorno a se. Come un buco nero che non lascia via d'uscita, "Il Nuovo Mare" divora e distrugge.
"Latenza" e la successiva "Irriconoscibile" son esempi lampanti di questo genio deforme nella loro mescolanza di generi. Che dire poi di "Attesa"? Un altro incredibile capolavoro che con le sue ritimiche semplici e minimali e' capace di ergersi nel mezzo dello spazio vuoto generato da chitarre e basso come un monolite nero contornato da synths ed un feeling darkgaze avvincente.
"Eclisse", il brano successivo, non e' da meno.. un vero capolavoro del metal moderno. Se fosse possibile mischiare Minsk e The Atlas Moth, probabilmente il risultato non sarebbe cosi' distante da questo. Tuttavia, la cosa incredibile e che va sottolineata a piu' riprese e' che i Buioingola semplicemente se ne fregano. Non hanno bisogno di essere associati ad altre bands, son altre bands che d'ora in poi andranno associate ai Buioingola. Questo perche' nessuno prima aveva osato tanto, nessuno aveva mai creato un prodotto tanto valido e d'impatto in una scena satura ed in via di decomposizione. Questi ragazzi si pongono ben oltre il livello medio mondiale e danno una lezione di classe a tutti. Un po' come gia' fatto dai Nero Di Marte, questi ragazzi non hanno davvero da preoccuparsi di cosa e come suonare. Hanno semplicemente riscritto la storia della musica estrema moderna a loro immagine e somiglianza. Chiunque vorra' osare tanto li avra' come punto di riferimento per il futuro.
Vogliamo parlare della vena post-punk che costituisce un'altra sfaccettatura del loro suono? Date un ascolto alla penultima "Silenzio" ed al riuscitissimo stacco a meta' brano che traccia un burrono nell'immaginazione dell'ascoltatore prima che l'abisso si apra davanti ai suoi occhi e lo richiami nella sua corrotta bellezza.
"Il Giorno Dopo" chiude il disco nella maniera perfetta e da li a poco la voglia di riascoltare l'intero LP non puo' che tornare.
"Il Nuovo Mare" non e' un lavoro come tanti, e' il disco che per quanto mi riguarda ha creato un vero e proprio cambio per la musica estrema. Sopratutto in Italia, dove in tanti continuano a creare o comporre musica gia' sentita, i Buioingola semplicemente si distaccano dal gregge e si mostrano per la loro vera maestosa identita'. Potenzialmente uno dei lavori migliori dell'anno e che merita, senza ombra di dubbio, di essere identificato come caposaldo del metal moderno. Davvero complimenti!

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