
I Viscera/// son una band che ormai seguo da anni, prima ancora del loro incredibile "Cyclops" [2007] uno dei miei album preferiti di sempre!
Questi ragazzi han costantemente cercato di superare se stessi nella loro evoluzione, "passando" da un genere all'altro senza mai negare le proprie origini ma anzi inglobandole nel successivo capitolo discografico, e son riusciti a spingersi oltre le aspettative di chi come me li ha seguiti per anni, ogni volta.
Se con il loro secondo full "2: As Zeitgeist..." si era percepita una virata verso sonorita' piu' affine al post/sludge (momenti lenti e pesantemente distorti che si mescolavano a parti piu' strutturate ed evocative), con questo nuovo lavoro, il discorso e' stato ampliato ulteriormente.
L'attitudine grind e post-hardcore son sempre li ma ancora piu' accentuate in un contesto che di grind non ha piu' tantissimo e che, di post-hardcore, utilizza maggiormente la batteria e chitarre nelle parti veloci. Siamo di fronte ad una creatura multiforme che ha unito i due generi appena citati in un misto "blackened hardcore" degno dei migliori nomi della scena danese contemporanea, ma con quella stessa carica e potenza che negli anni ha contraddistinto il progetto italiano!
Di fatto, gia' dall'opener "Über-Massive Melanchollia", questo lavoro e' un'affermazione d'identita'!
I Viscera/// han semplicemente preso il meglio di tutti i lavori passati ed uniti a loro modo in un prodotto genuino, ruvido, potente, ambizioso, che mira ai denti nel tentativo di stordire con un calcio ben assestato!
"Martyrdome For The Finest People" e' un altro esempio calzante, ancora piu' dell'opener, di cio' che i ragazzi stan cercando di esprimere! "Suddiviso" in tre parti principali, questo brano gode di un inizio che incita al moshpit, un rallentamento centrale di gran gusto, prima di spingersi sul finale in territori piu' affini al black. Una formula gia' usata da altri che tuttavia i nostri han fatto loro oltre dieci anni fa quando di "blackned hardcore" ancora non se ne parlava.
Quasi come "padrini" di un genere che oggi e' da considerarsi "contemporaneo", i Viscera/// suonan cio' che san suonare meglio con classe, insegnando una lezione ai giovinotti che si sono addentrati negli ultimi tempi in questo tipo di sonorita'.
Anche quando rallentano, come nel caso di "Titan (Or The Day We Called It Quits)", i Viscera/// non smettono di sorprendere. Un piccolo intermezzo che calza a pennello appena prima dell'assalto frontale offerto da "In The Cut", vero e proprio highlight dell'album che con il suo incedere "lento" e' in grado di crescere in maniera vincente ad ogni cambio di riff!
Forse un po' la "ballad" dell'album che tuttavia mette in mostra una band che se ne frega di etichette e di costruire album che non hanno espressivita' perche' ancorati ad uno stile unico da testa a coda. Una band capace di osare e che puo' permettersi il lusso di cambiare direzione quando vuole con controllo ed indiscusse capacita' compositive. Questo e' forse l'aspetto "post" che i ragazzi son riusciti ad imporre nei loro lavori e che non tutti son in grado di capire e apprendere.
Con la conclusiva "Anxiety Prevails", si testimonia un ulteriore cambio di direzione!
Da dove sia arrivata l'idea black 'n roll non saprei dire ma e' perfettamente riuscita! Che altro aggiungere? La superiorita' compositiva dei Viscera/// non si trova nella complessita' dei brani proposti che, di fatto, non rappresentano brani intricati a livello di metriche, o riffing! Al contrario, i Viscera/// fan della semplicita' la punta di diamante dei loro lavori.
Composizioni non lineari per la mescola di generi che tuttavia proprio con la semplicita' del riffing e del drumming in ogni "genere" proposto, in combinazione con un approccio vocale non unico ma espressivo, riescon a colpire e conquistare l'orecchio di qualunque ascoltatore di metal estremo.
Ancora una volta i Viscera/// si confermano come la mosca bianca del panorama post-hardcore Europeo, abili nel continuare per la loro strada e continuare il proprio processo evolutivo senza timore! Una realta' che si puo' considerare "storica" nell'underground italiano e che merita sempre piu' rispetto per l'indiscusso talento e la capacita', dopo anni di carriera, di poter ancora una volta sorprendere!
Questi ragazzi han costantemente cercato di superare se stessi nella loro evoluzione, "passando" da un genere all'altro senza mai negare le proprie origini ma anzi inglobandole nel successivo capitolo discografico, e son riusciti a spingersi oltre le aspettative di chi come me li ha seguiti per anni, ogni volta.
Se con il loro secondo full "2: As Zeitgeist..." si era percepita una virata verso sonorita' piu' affine al post/sludge (momenti lenti e pesantemente distorti che si mescolavano a parti piu' strutturate ed evocative), con questo nuovo lavoro, il discorso e' stato ampliato ulteriormente.
L'attitudine grind e post-hardcore son sempre li ma ancora piu' accentuate in un contesto che di grind non ha piu' tantissimo e che, di post-hardcore, utilizza maggiormente la batteria e chitarre nelle parti veloci. Siamo di fronte ad una creatura multiforme che ha unito i due generi appena citati in un misto "blackened hardcore" degno dei migliori nomi della scena danese contemporanea, ma con quella stessa carica e potenza che negli anni ha contraddistinto il progetto italiano!
Di fatto, gia' dall'opener "Über-Massive Melanchollia", questo lavoro e' un'affermazione d'identita'!
I Viscera/// han semplicemente preso il meglio di tutti i lavori passati ed uniti a loro modo in un prodotto genuino, ruvido, potente, ambizioso, che mira ai denti nel tentativo di stordire con un calcio ben assestato!
"Martyrdome For The Finest People" e' un altro esempio calzante, ancora piu' dell'opener, di cio' che i ragazzi stan cercando di esprimere! "Suddiviso" in tre parti principali, questo brano gode di un inizio che incita al moshpit, un rallentamento centrale di gran gusto, prima di spingersi sul finale in territori piu' affini al black. Una formula gia' usata da altri che tuttavia i nostri han fatto loro oltre dieci anni fa quando di "blackned hardcore" ancora non se ne parlava.
Quasi come "padrini" di un genere che oggi e' da considerarsi "contemporaneo", i Viscera/// suonan cio' che san suonare meglio con classe, insegnando una lezione ai giovinotti che si sono addentrati negli ultimi tempi in questo tipo di sonorita'.
Anche quando rallentano, come nel caso di "Titan (Or The Day We Called It Quits)", i Viscera/// non smettono di sorprendere. Un piccolo intermezzo che calza a pennello appena prima dell'assalto frontale offerto da "In The Cut", vero e proprio highlight dell'album che con il suo incedere "lento" e' in grado di crescere in maniera vincente ad ogni cambio di riff!
Forse un po' la "ballad" dell'album che tuttavia mette in mostra una band che se ne frega di etichette e di costruire album che non hanno espressivita' perche' ancorati ad uno stile unico da testa a coda. Una band capace di osare e che puo' permettersi il lusso di cambiare direzione quando vuole con controllo ed indiscusse capacita' compositive. Questo e' forse l'aspetto "post" che i ragazzi son riusciti ad imporre nei loro lavori e che non tutti son in grado di capire e apprendere.
Con la conclusiva "Anxiety Prevails", si testimonia un ulteriore cambio di direzione!
Da dove sia arrivata l'idea black 'n roll non saprei dire ma e' perfettamente riuscita! Che altro aggiungere? La superiorita' compositiva dei Viscera/// non si trova nella complessita' dei brani proposti che, di fatto, non rappresentano brani intricati a livello di metriche, o riffing! Al contrario, i Viscera/// fan della semplicita' la punta di diamante dei loro lavori.
Composizioni non lineari per la mescola di generi che tuttavia proprio con la semplicita' del riffing e del drumming in ogni "genere" proposto, in combinazione con un approccio vocale non unico ma espressivo, riescon a colpire e conquistare l'orecchio di qualunque ascoltatore di metal estremo.
Ancora una volta i Viscera/// si confermano come la mosca bianca del panorama post-hardcore Europeo, abili nel continuare per la loro strada e continuare il proprio processo evolutivo senza timore! Una realta' che si puo' considerare "storica" nell'underground italiano e che merita sempre piu' rispetto per l'indiscusso talento e la capacita', dopo anni di carriera, di poter ancora una volta sorprendere!
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