
ANHEDONIST
"Netherwards"
[DARK DESCENT RECORDS 2012]
Forse gli Anhedonist non son mai stati concepiti come un progetto a "lunga scadenza".
Sono stati uno di quei prodotti arrivati sul mercato mondiale senza ne arte ne parte. Output di menti concentrate su tonnellate di altri progetti, tra cui gli Aldebaran (per citare uno dei nomi forse piu' conosciuti di cui fan parte membri della band), gli Anhedonist non han mai ricevuto ne le attenzioni ne il tempo meritato.
Questo perche' in fin dei conti, considerata la mole di lavoro con altre entita' dell'underground doom, i musicisti coinvolti in questo incredibile "Netherwards" non avevano, credo, ne la voglia ne la testa per sprecare riffs incredibili e talento.
Un lavoro che fa godere ma allo stesso tempo lascia l'amaro in bocca. Nel momento in cui ci si accorge che non ci sara' mai un seguito per questo macigno, la tristezza si fa avanti.
"Netherwards" e' un lavoro che in sole 4 tracce riesce a muoversi tra sonorita' death e funeral senza eguali. Un lavoro tosto, che come una schiacciasassi si fa spazio tra momenti piu' lenti e depressivi e momenti piu' rabbiosi ed acidi. Dopo la mazzata che arriva con l'opener "Saturnine", la rabbia "diminuisce" per lasciar spazio ad un denso e tormentato funeral death doom.
I brani successivi all'opener, che godono di una lunghezza media decisamente superiore, se non fosse per la terza traccia che abbassa la media notevolmente, son una vetrina di grande eleganza.
I riff non tendono a sbalordire quanto invece cercano di annichilire riescono a assestare un colpo dritto allo stomaco. Mentre l'aria lascia i polmoni, ed un senso di soffocamento si fa avanti, chitarre pulite ricamano melodie sublimi. Accompagnati da una prestazione vocale che rende giustizia ad un lavoro perfettamente gestito, questo LP di appena quattro brani, per poco piu' di 40 minuti di durata, fa sognare. Un viaggio da incubo che merita un inchino!
Un lavoro che fa godere ma allo stesso tempo lascia l'amaro in bocca. Nel momento in cui ci si accorge che non ci sara' mai un seguito per questo macigno, la tristezza si fa avanti.
"Netherwards" e' un lavoro che in sole 4 tracce riesce a muoversi tra sonorita' death e funeral senza eguali. Un lavoro tosto, che come una schiacciasassi si fa spazio tra momenti piu' lenti e depressivi e momenti piu' rabbiosi ed acidi. Dopo la mazzata che arriva con l'opener "Saturnine", la rabbia "diminuisce" per lasciar spazio ad un denso e tormentato funeral death doom.
I brani successivi all'opener, che godono di una lunghezza media decisamente superiore, se non fosse per la terza traccia che abbassa la media notevolmente, son una vetrina di grande eleganza.
I riff non tendono a sbalordire quanto invece cercano di annichilire riescono a assestare un colpo dritto allo stomaco. Mentre l'aria lascia i polmoni, ed un senso di soffocamento si fa avanti, chitarre pulite ricamano melodie sublimi. Accompagnati da una prestazione vocale che rende giustizia ad un lavoro perfettamente gestito, questo LP di appena quattro brani, per poco piu' di 40 minuti di durata, fa sognare. Un viaggio da incubo che merita un inchino!
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