LOVE SEX MACHINE
"Assexual Anger"
[LOST PILGRIMS RECORDS / THROATRUINER RECORDS 2016]
"Assexual Anger"
[LOST PILGRIMS RECORDS / THROATRUINER RECORDS 2016]
Finalmente son tornati! Dopo l'immenso omonimo debutto "Love Sex Machine" nel lontano 2012, questi mostri dello sludge "made in France" han partorito/vomitato un nuovo disco ancora piu' opprimente e distruttivo! Non potevo chiaramente aspettarmi di meno visto che il loro primo lavoro aveva fatto tappa fissa nel mio telefono per sei mesi buoni!
Riprendendo in pieno dove aven lasciato, i Love Sex Machine si fan portavoce di uno sludge nichilista e senza fronzoli che tuttavia e' abile di osare e "sperimentare" in maniera sublime!
Cosi', dopo l'intro "Asexual Anger", ci si ritrova in un circle pit e la testa non puo' evitare di muoversi su e giu' a ritmo di una batteria che pesta tra un rullante ben calibrato ed un kick che, in alternanza con il basso, crea una struttura possente ed un'ossatura per chitarre pesanti e l'inconfondibile screaming acido che aveva caratterizzato il primo disco! "Black Mountain" e "Devolution" su tutte, son l'esempio lampante di un headbanging che non si puo' fermare tra ritmiche al limite del math in un contesto puramente sludge!
La maniera in cui il suono del gruppo Francese e' evoluto tra primo e secondo lavoro ricorda vagamente il processo intrapreso da un'altro nome proveniente dallo stesso paese, i Cult Of Occult.
Nonostante qui si stia parlando di aspetti di uno stesso genere completamente differenti, non e' difficile notare come per entrambe le bands, il suono si sia trasformato, mutando in maniera ancora piu' opprimente, fatica dopo fatica.
Con "Drone Syndrome" si aprono le porte su un universo ancora piu' cupo rispetto a quello intravisto con il debutto del combo francese. Cio' non vuol dire che il suono sia peggiorato ma anzi, nel complesso, la band ha affilato le armi ed ha creato un lavoro chirurgicamente piu' preciso. La dove i LSM voglion spingersi su suoni piu' "post" ora son abilissimi di farlo, senza tuttavia abbandonare il filone sludge. Questo brano e' infatti l'esempio calzante di tutto cio' ed al minuto 2'48'' i tempi si dilatano per dar spazio ad un'incredibile cambio di tonalita'.
Invece che lavorare su un monolite grezzo, questi ragazzi han iniziato a lavorare sulle varie sfumature del loro sound ed a trovare "giochi di luce" che spostan l'attenzione e l'equilibrio dei brani su parti si pesanti ma allo stesso tempo evocative. In maniera parallela a cio' che e' gia' successo con i Lords Of Bukkake (qui il paragone e' piu' preciso e vicino a cio' che e' forse avvenuto con LSM), questi ragazzi son riusciti a trovare un'evoluzione naturale tra un disco e l'altro, incrementando la qualita' dei brani nonche' della produzione che e' ora piu' in linea con la proposta.
I brani non son "lunghi" e non cercano di attirare l'attenzione o costruire su se stessi, son invece li per prendere a pugni in faccia l'ascoltatore. Quasi fini a se stessi, lavorano molto su intro/sviluppo e cercano di stordire l'ascoltatore appena il combo basso/chitarra inizia a scandire cattiveria in musica come per esempio nella sopra citata "Black Mountain" o in "Aujeszsky" (brano davvero incredibile e vero highlight del disco!).
I frangenti piu' "post", come in "Devolution" o "Atrocity", ricordano vagamente le scelte nel sound degli inglesi Opium Lord o i Texture in versione rallentata. La batteria non si esprime in maniera lineare ed invece gioca su controtempi che non fan altro che appesantire ed accentuare quel senso di oppressione.
Nelle conclusive "Infernal Spiral" e "Silent Duck" (dove si fa avanti un approccio vocale atipo per gli standard della band), i ragazzi son in grado di confermare la loro indiscutibile bravura e la qualita' di un disco che e' assolutamente sopra la media europea.
Un album tra i piu' validi nella contemporanea scena sludge in cui, tristemente, scarseggia l'iniziativa e la qualita'. In un momento in cui - ancora una volta - tutto e' gia' stato suonato e composto, i LSM han saputo prendere le distanze dalla staticita' del genere proposto per offrire un lavoro che e' allo stesso tempo ben radicato nel genere ma con le fronde che si spingono verso elementi che non necessariamente ne fan parte.
Potenzialmente una delle migliori produzioni in ambito sludge dello scorso anno ed un nome che merita pieno rispetto e supporto! Un lavoro imperdibile che con il suo predecessore ha inserito la band francese tra le migliori del genere a livello mondiale. Disco assolutamente consigliato e che varra' il vostro tempo. Ascoltare per credere!
Riprendendo in pieno dove aven lasciato, i Love Sex Machine si fan portavoce di uno sludge nichilista e senza fronzoli che tuttavia e' abile di osare e "sperimentare" in maniera sublime!
Cosi', dopo l'intro "Asexual Anger", ci si ritrova in un circle pit e la testa non puo' evitare di muoversi su e giu' a ritmo di una batteria che pesta tra un rullante ben calibrato ed un kick che, in alternanza con il basso, crea una struttura possente ed un'ossatura per chitarre pesanti e l'inconfondibile screaming acido che aveva caratterizzato il primo disco! "Black Mountain" e "Devolution" su tutte, son l'esempio lampante di un headbanging che non si puo' fermare tra ritmiche al limite del math in un contesto puramente sludge!
La maniera in cui il suono del gruppo Francese e' evoluto tra primo e secondo lavoro ricorda vagamente il processo intrapreso da un'altro nome proveniente dallo stesso paese, i Cult Of Occult.
Nonostante qui si stia parlando di aspetti di uno stesso genere completamente differenti, non e' difficile notare come per entrambe le bands, il suono si sia trasformato, mutando in maniera ancora piu' opprimente, fatica dopo fatica.
Con "Drone Syndrome" si aprono le porte su un universo ancora piu' cupo rispetto a quello intravisto con il debutto del combo francese. Cio' non vuol dire che il suono sia peggiorato ma anzi, nel complesso, la band ha affilato le armi ed ha creato un lavoro chirurgicamente piu' preciso. La dove i LSM voglion spingersi su suoni piu' "post" ora son abilissimi di farlo, senza tuttavia abbandonare il filone sludge. Questo brano e' infatti l'esempio calzante di tutto cio' ed al minuto 2'48'' i tempi si dilatano per dar spazio ad un'incredibile cambio di tonalita'.
Invece che lavorare su un monolite grezzo, questi ragazzi han iniziato a lavorare sulle varie sfumature del loro sound ed a trovare "giochi di luce" che spostan l'attenzione e l'equilibrio dei brani su parti si pesanti ma allo stesso tempo evocative. In maniera parallela a cio' che e' gia' successo con i Lords Of Bukkake (qui il paragone e' piu' preciso e vicino a cio' che e' forse avvenuto con LSM), questi ragazzi son riusciti a trovare un'evoluzione naturale tra un disco e l'altro, incrementando la qualita' dei brani nonche' della produzione che e' ora piu' in linea con la proposta.
I brani non son "lunghi" e non cercano di attirare l'attenzione o costruire su se stessi, son invece li per prendere a pugni in faccia l'ascoltatore. Quasi fini a se stessi, lavorano molto su intro/sviluppo e cercano di stordire l'ascoltatore appena il combo basso/chitarra inizia a scandire cattiveria in musica come per esempio nella sopra citata "Black Mountain" o in "Aujeszsky" (brano davvero incredibile e vero highlight del disco!).
I frangenti piu' "post", come in "Devolution" o "Atrocity", ricordano vagamente le scelte nel sound degli inglesi Opium Lord o i Texture in versione rallentata. La batteria non si esprime in maniera lineare ed invece gioca su controtempi che non fan altro che appesantire ed accentuare quel senso di oppressione.
Nelle conclusive "Infernal Spiral" e "Silent Duck" (dove si fa avanti un approccio vocale atipo per gli standard della band), i ragazzi son in grado di confermare la loro indiscutibile bravura e la qualita' di un disco che e' assolutamente sopra la media europea.
Un album tra i piu' validi nella contemporanea scena sludge in cui, tristemente, scarseggia l'iniziativa e la qualita'. In un momento in cui - ancora una volta - tutto e' gia' stato suonato e composto, i LSM han saputo prendere le distanze dalla staticita' del genere proposto per offrire un lavoro che e' allo stesso tempo ben radicato nel genere ma con le fronde che si spingono verso elementi che non necessariamente ne fan parte.
Potenzialmente una delle migliori produzioni in ambito sludge dello scorso anno ed un nome che merita pieno rispetto e supporto! Un lavoro imperdibile che con il suo predecessore ha inserito la band francese tra le migliori del genere a livello mondiale. Disco assolutamente consigliato e che varra' il vostro tempo. Ascoltare per credere!

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