FUOCO FATUO
"The Viper Slithers In The Ashes Of What Remains"
[IRON TYRANT 2014]
Uno dei gruppi italiani piu' meritevoli nel genere ed allo stesso tempo una di quelle realta' che non tutti conoscono. Avendo avuto la fortuna di conoscere e seguire questi ragazzi sin dai loro primissimi lavori, mi sembro incredibile il loro arrivo su Iron Tyrant, una delle etichette di culto del death/black/doom d'altri tempi, ormai attiva dal lontano 1995 (?).
Ancora piu' incredibile e' il fatto che il loro nuovo lavoro uscira' per la rinomata Profound Lore!
Il loro disco "d'esordio", questo marcissimo, ed allo stesso tempo ottimo, "The Viper Slithers...", e' uno dei migliori lavori di death/doom a livello europeo dell'ultimo decennio. Di fatto, non mi stupisce che la label americana gli abbia messi sotto contratto per il nuovo disco.
Se si pensa seriamente alla "scena" europea, non ci son tantissime band che possano essere state in grado di elaborare una proposta cosi' ben riuscita. I Fuoco Fatuo son arrivati con questo LP a pari livello con band piu' conosciute come ad esempio i Cruciamentum, i Grave Miasma o gli Indesinence e non son di fatto distanti da proposte gia' presentate da altre bands ancora "piu' conosciute", vedi gli ultimi Necros Christos o i Disma.
Con il loro sound, decisamente nostalgico, ci si ritrova di fronte ad un disco che ricorda vagamente i Disembowelment e da li e' chiaramente udibile la matrice death/doom che permea l'intero lavoro.
L'aria "occulta" che traspare da tutti i brani, punto di forza del genere in se', e' udibilissima tra chitarre distorte alla perfezione, batteria con tom e kick che eccheggiano sul fondo, piatti riverberati ed un growl cavernoso che evoca l'abisso, mentre un basso dilatato che segue le chitarre a tempo di doppia cassa.
Questo e' un disco d'esordio che ha chiramente richiesto sudore e dedizione. Di fatto, la band e' riuscita in pieno nel suo intento, sigillando un lavoro non unico ma senz'altro ben eseguito e che gode di una produzione perfettamente in linea con un filone musicale che necessita un'impronta precisa e ben definita. Le parti piu' "death" che intramezzano i brani son anch'esse di alta qualita' ed unite ad intramezzi piu' lenti, danno varieta' a brani pesanti e funesti.
Un lavoro che va suggerito a tutti gli amanti di quel suono anni '90 che ha scandito un'era nella musica estrema. Complimenti alla band di Varese per esser stata in grado di resuscitare i morti con questo imperdibile "The Viper Slithers In The Ashes Of What Remains"!

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