
KHOST
"Copper Lock Hell"
[COLD SPRING RECORDS 2015]
"Copper Lock Hell"
[COLD SPRING RECORDS 2015]
I Khost son un progetto che e' stato in grado di ricreare atmosfere che solo i Zaraza avevano cercato di concepire in precedenza. Se il duo canadese non e' un nome a voi noto, nessun problema.
In modo tale da rendere comprensibile il tipo di sonorita' offerte dal progetto inglese Khost, certi riferimenti son d'obbligo. Pensate a doom, ritual ambient, industrial e sludge uniti in un unica entita'. Questa' e' forse la maniera piu' rapida di spiegare il suono o "essenza" del progetto portato avanti dai ragazzi di Birmingham.
Si tratta di pura ed inesorabile malattia in musica. Un connubio di sonorita' degne dei migliori output di progetti mastodontici come ad esempio MZ412, Brighter Death Now e Psychonaut 75, uniti alla pesantezza di progetti ancora piu' "macabri" come SunnO))), The Funeral Orchestra ed Abruptum.
Il tutto, rivisitato in chiave Godflesh (da notare la successiva collaborazione con questo storico progetto, anch'esso di Birmingham), per garantire un viaggio allucinato tra sonorita' orientali e lenti riffs che schiacciano le ossa.
Un lavoro che distrugge ed e' allo stesso tempo capace di dar vita a visioni diaboliche e sconfortanti.
Forse uno dei lavori piu' straordinari degli ultimi anni che, a cavallo tra generi, e' stato in grado di raccogliere pareri ed opinioni da scene differenti, unendo le masse la dove davvero pochi altri gruppi avevano precedentemente osato.
Figli di un momento in cui sonorita' estreme non sono piu' cosi' limitate a generi di nicchia, i Khost son i degni successori ed eredi di cio' che i sopracitati Zaraza, avevano iniziato ben 23 anni prima.
Un'assoluta pietra miliare del doom moderno ed uno di quei lavori che verra' ricordato, nell'underground, come avanguardistico e unificatore della vecchia e la nuova scuola.
Lode ai Khost per questo inno al demonio!
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