
777 BABALON
Dosebazostúpenie
[SONIC TEMPLE RECORDS 2015]
La fine dei '90 e l'inizio del 2000, son stati un periodo incredibile per quanto riguarda il black metal. Tantissimi progetti, stanchi del solito approccio al genere - in primis gli stessi padri del genere - iniziarono a spostarsi su sonorita' che sino ad allora eran state considerate troppo distanti dalla matrice nord europea. Tantissimi progetti di scuola norvegese iniziarono a muoversi sull'elettronica ed industrial in maniera piu' pesante e definitiva. Cio' che sino ad allora era stato utopia per i vari MysticuM, Dodheimsgard, Limbonic Art ed altri come loro, iniziava finalmente a diventare realta'. Nonostante sin dalle origini del genere alcune bands avessero sperimentato in tal senso, e senza dimenticare i vari intro/outro che eran consuetudine per tantissimi dischi black metal e non solo (muovendosi tra neoclassico, ambient, industrial e tanti altri sottogeneri), solo alla fine dei '90 in tanti iniziarono ad abbandonare la vecchia scuola in cerca di una nuova via.
Erano i tempi della maestosa Cold Meat Industry e dei capolavori indiscussi dell'industrial per opera di bands come MZ412 e Brighter Death Now ma anche dell'innovazione portata avanti dagli Ulver, i Manes ed In The Woods. Tantissime bands coinvolte in questa nuova interpretazione dell'estremismo in musica avevano allora iniziato a sperimentare ed ad avventurarsi in territori sconosciuti. Come non parlare in questo contesto di Burzum ed i suoi lavori ambient, o dell'evoluzione di un progetto come i Black Funeral negli Stati Uniti per dare un'idea dell'evoluzione del genere? In maniera totalmente pionieristica, molti progetti black iniziarono la loro ricerca tra sonorita' ancora da esplorare. Nonostante forse avessero gia' in mente sin dagli esordi una direzione simile, solo alla fine dei '90 il tutto era quasi considerato come "ordinario".
A seguire questo momento di "risveglio" ed "imbastardimento" del genere, tantissimi progetti vennero e son tutt'ora creati. Con l'avanzare della tecnologia, in tanti son riusciti a ricreare stati di sconforto e disagio in musica. I figli di quei pionieri che osarono in quasi 20 anni di storia del genere furon capaci di estrapolare quel senso di negativita' per creare quadri di pure ombre di nero.
777 BABALON son un progetto che fattosi forte di questo disagio sonoro, e' riuscito a creare in "Sosebazostupenie", un capolavoro di morbosita' e annichilimento.
Con soli quattro brani di lunghezza media 18 minuti, questo LP e' un incubo ad occhi aperti. Si fan presenti quei richiami agli MZ412 ma in un contesto in cui le parti black metal, distorte ed imbruttite in stile Katharsis, soffocano e torturano l'ascoltatore.
Un disco non facile da digerire e che richiede il giusto stato d'animo per essere ascoltato.
Si tratta di un lavoro epico nel suo incedere verso l'oscurita', liberatorio nel momento in cui le ultime voci che echeggiano nella quarta traccia, lascian l'ascoltatore libero di respirare.
Brani che osano dove tanti musicisti avrebbero il terrore di provare, che fanno della loro "monotonia" dissonante un punto di forza sul quale tessere strati sopra strati di oblio sonoro.
Si potrebbe considerare avanguardistico ma forse sarebbe troppo "d'avanguardia" per esser compreso ed apprezzato da un pubblico piu' vasto. Questo e' un'esperimento mal riuscito il cui frutto e' una creatura che soffre, tormentata da malformazioni e dolore.
Senza esagerare, quest'incubo sonoro, e' una "gioia" per i piu' votati all'autodistruzione.
A seguire questo momento di "risveglio" ed "imbastardimento" del genere, tantissimi progetti vennero e son tutt'ora creati. Con l'avanzare della tecnologia, in tanti son riusciti a ricreare stati di sconforto e disagio in musica. I figli di quei pionieri che osarono in quasi 20 anni di storia del genere furon capaci di estrapolare quel senso di negativita' per creare quadri di pure ombre di nero.
777 BABALON son un progetto che fattosi forte di questo disagio sonoro, e' riuscito a creare in "Sosebazostupenie", un capolavoro di morbosita' e annichilimento.
Con soli quattro brani di lunghezza media 18 minuti, questo LP e' un incubo ad occhi aperti. Si fan presenti quei richiami agli MZ412 ma in un contesto in cui le parti black metal, distorte ed imbruttite in stile Katharsis, soffocano e torturano l'ascoltatore.
Un disco non facile da digerire e che richiede il giusto stato d'animo per essere ascoltato.
Si tratta di un lavoro epico nel suo incedere verso l'oscurita', liberatorio nel momento in cui le ultime voci che echeggiano nella quarta traccia, lascian l'ascoltatore libero di respirare.
Brani che osano dove tanti musicisti avrebbero il terrore di provare, che fanno della loro "monotonia" dissonante un punto di forza sul quale tessere strati sopra strati di oblio sonoro.
Si potrebbe considerare avanguardistico ma forse sarebbe troppo "d'avanguardia" per esser compreso ed apprezzato da un pubblico piu' vasto. Questo e' un'esperimento mal riuscito il cui frutto e' una creatura che soffre, tormentata da malformazioni e dolore.
Senza esagerare, quest'incubo sonoro, e' una "gioia" per i piu' votati all'autodistruzione.
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