Chaos Primordial
[EGREGOR RECORDS 2016]
[EGREGOR RECORDS 2016]
La Francia non e' solo patria di importanti realta' black metal. Negli ultimi anni specialmente, una forte dose di musica estrema e' stata riconosciuta ed etichettata a livello mondiale con il bollino "Made In France". Di fatto, dal brutal al dark, dal black al death, dal doom allo sludge, passando per post, stoner e chi piu' ne ha piu' ne metta, si tratta di un paese in cui la musica estrema non si ferma minimamente ai Gojira o con altre realta' mainstream.
Questo terzo lavoro dei Dysylumn e' forse un esempio lampante di come anche le meno conosciute realta' underground sian ad un livello nettamente piu' alto rispetto alla media Europea.
Chiaramente qui non voglio dire che i Francesi siano i signori dell'universo metal! Tuttavia, sembra che poche produzioni arrivate da li godano di una qualita' vicina alla "norma" di altri paesi del Sud Europa. Forse un caso, pero' tuttavia si tratta di una qualita' indiscutibilmente alta.
"Chaos Primordial" e' un disco che si affaccia principalmente su tre filoni: il filone black (con quel drumming veloce ma non necessariamente ultra tecnico e pesante nelle composizioni ed in parte le vocals), il filone death (grazie ad un riffing dissonante ma che tuttavia gode di un'accordatura bassa), ed il filone doom (per quanto riguarda le parti piu' lente e cadenzate). Se conoscete i Funeralium, anch'essi francesi, o magari avete seguito le produzioni di labels come la Sepulchral Voice Records, questo disco si avvicina vagamente a quel death/doom con parti veloci. Un approccio a cavallo tra il vecchio ed il moderno che sta dando nuova linfa ad un genere che ormai continua a farsi forte dopo quasi quindici anni.
"Chaos Primordial" si impone prepotentemente e si puo' intendere, sin dall'omonima canzone, come un'affermazione di identita'. I ragazzi han mescolato qui un drumming assolutamente azzeccato per la proposta musicale, un riffing che e' assolutamente "catchy" ed accattivante, un misto di parti veloci e lente che incitano all'head-banging, uno stile nelle vocals che abbraccia la musica senza mai risultare monotono o troppo esigente. Si tratta di un EP in cui i 3 brani (esclusi intro/outro) dan la possibilita' di assaporare oltre 20 minuti di inebriante death/doom dai richiami black.
Davvero un disco che merita per una band che ha ora tutta la mia attenzione e che, spero presto, riuscira' a conquistare piu' supporters!
Questo terzo lavoro dei Dysylumn e' forse un esempio lampante di come anche le meno conosciute realta' underground sian ad un livello nettamente piu' alto rispetto alla media Europea.
Chiaramente qui non voglio dire che i Francesi siano i signori dell'universo metal! Tuttavia, sembra che poche produzioni arrivate da li godano di una qualita' vicina alla "norma" di altri paesi del Sud Europa. Forse un caso, pero' tuttavia si tratta di una qualita' indiscutibilmente alta.
"Chaos Primordial" e' un disco che si affaccia principalmente su tre filoni: il filone black (con quel drumming veloce ma non necessariamente ultra tecnico e pesante nelle composizioni ed in parte le vocals), il filone death (grazie ad un riffing dissonante ma che tuttavia gode di un'accordatura bassa), ed il filone doom (per quanto riguarda le parti piu' lente e cadenzate). Se conoscete i Funeralium, anch'essi francesi, o magari avete seguito le produzioni di labels come la Sepulchral Voice Records, questo disco si avvicina vagamente a quel death/doom con parti veloci. Un approccio a cavallo tra il vecchio ed il moderno che sta dando nuova linfa ad un genere che ormai continua a farsi forte dopo quasi quindici anni.
"Chaos Primordial" si impone prepotentemente e si puo' intendere, sin dall'omonima canzone, come un'affermazione di identita'. I ragazzi han mescolato qui un drumming assolutamente azzeccato per la proposta musicale, un riffing che e' assolutamente "catchy" ed accattivante, un misto di parti veloci e lente che incitano all'head-banging, uno stile nelle vocals che abbraccia la musica senza mai risultare monotono o troppo esigente. Si tratta di un EP in cui i 3 brani (esclusi intro/outro) dan la possibilita' di assaporare oltre 20 minuti di inebriante death/doom dai richiami black.
Davvero un disco che merita per una band che ha ora tutta la mia attenzione e che, spero presto, riuscira' a conquistare piu' supporters!

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