
Un lungo viaggio nello smarrimento e nel dolore, attraverso le sensazioni forti ed intime che descrivono gli ultimi attimi prima della propria dipartita, questo è "Terminal" dei Cancer.
Proprio come un cancro la musica proposta su questo ep dal gruppo australiano, di recente formazione (2016), erode lentamente lo spirito di chi ascolta trasportandolo nei meandri della sofferenza annullando il proprio io interiore riducendolo a una vortice vuoto di apatia.
Attraverso cinque segmenti di strazio e tristezza il gruppo sviluppa la propria visione del depressive black metal, fortemente influenzata dalla scena svedese (Lifelover) non disdegnando alcune incursioni nello shoegaze dalle venature scure.
Non è semplice muoversi nei meandri melmosi di un genere che ha detto quasi tutto come il depressive, ma i Cancer (da non confondersi con l'omonimo gruppo death inglese) riescono ad imprimere una visione moderna e decisamente personale spaziando anche in lidi post che permettono di evitare la ripetitività tipica del genere.
La prova dei singoli musicisti, come la produzione,inoltre è decisamente sopra la media per il genere, compresa la straziante prova del cantante (figlio illegittimo di Nattram).
I cinque brani che ritroviamo su "Terminal" sono tutti interessanti, con dei picchi raggiunti sulle splendide "Distant Dreams" e "Chicanery" dove il gruppo riesce a sublimare le proprie influenze creando una musica intima ed al passo coi tempi.
"Terminal" rappresenta un ottimo biglietto da visita per i Cancer e ponendo il gruppo come uno dei nomi trainanti per un genere il lieve declino come il depressive.
No comments:
Post a Comment