
L'oscurità ci avvolge con il suo manto oscuro, gelido e pesante, lasciandoci atterriti e dispersi nei meandri dell'irrazionalità, privi di punti cardine dove orientarci, nella mefitica ed intricata proposta musicale dei Lorn.
Ancora una volta, ormai come consuetudine sin dal lontano 2002, il gruppo di Bolzano continua a stupire per la capacità di destrutturare la tradizione del black metal ricostruendo dalle sue ceneri una musica complessa ed evoluta.
Non c'è spazio per melodie facili in questo nuovo ep composto da cinque gemme di Black Metal d'avanguardia, ma solo folli intrecci di chitarre taglienti ed affilate che ricreano un'atmosfera opprimente e priva di speranza.
Notevole è infatti la ricerca delle melodie dissonanti da accompagnare ai freddi pattern chitarristici figli del vento del nord, le quali destabilizzano chi ascolta ricreando una ideale tormenta di neve.
Il black metal moderno e complesso di brani come le iniziali "Disharmonic Feticism" e "Abstract Trap" stupisce per qualità e complessità, mantenenda intatta l'attenzione per tutti i lunghi dieci minuti di ciascun brano grazie a campi di ritmo, arpeggi dissonanti e dissacrati bordate in blast-beat.
Non da meno le successive "Toybodim" e "Sut-Aq-Kol", ancorate maggiormente alla tradizione ma pur sempre efficaci nel loro incedere apocalittico, con forti rimandi ai Satyricon del periodo "Rebel Extravaganza".
Ottima infine la scelta di chiudere il disco con la lenta e quasi drone "Aus Nebel Turm", sorretta da tastiere spaziali ed un'arpeggio tetro, che giunge dopo quasi trenta minuti di violenza a destabilizzare chi ascolta.
"Arrayed Claws" è un disco moderno e complesso, molto curato e suonato egregiamente, che si pone tra le uscite più interessanti di questo anno.
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