
"Modern Rituals"
[DROWN WITHIN RECORDS 2017]
I francesi Carne, con il loro nuovo "Modern Rituals" uscite di recente per Drown Within Records, metton in mostra un duo che puo' seriamente far la differenza nella mischia di two-men-bands che stan popolando il movimento sludge/post/hardcore a livello mondiale.
Le venature indie son tutte presenti, ed organicamente si uniscono ad un sound pesante e disagiato e, nel loro modo di intendere la musica, i Carne sembra si rifacciano vagamente alla scuola nord-europea, la dove il movimento danese sta mietendo vittime.
Con la opener "White Flag", un calcio in faccia e' appena dietro l'angolo e si apron le danze per un lavoro che non dispone mediamente di brani lunghissimi, ma che si fa avanti come un pazzo ubriaco che brandisce una mazza.
Pronti ad assestare colpi senza necessariamente un senso, questi ragazzi strutturano i loro suoni su un drumming che ha una certa "pazzia" nelle sue strutture deviate, un basso malato, chitarre che con le loro dissonanze creano uno stato di sconforto, vocals che si spingono avanti con negativita' e squisito estro artistico. "Inked Mask" o "Bad Tooth" son esempi acidi di questo "disastro" esistenziale. Il resto del lavoro si fa avanti ancora piu' cupo, piu' desolato, piu' contorto.
Quando "The End Of Us" cerca di dar spazio ad una certa dose di "melodia" nella sua intro spossata, si ha la sensazioni di vivere momenti di angoscia nel guardare un freak-show. Vero apice dell'intero album ed indiscussa mostra di talento. La voce dell'incredibile Marion Leclercq, che da li a poco esordisce tra un muro di distorsione ed una batteria allucinata, e' la cornice che delimita un quadro malato. Synths si fan strada nel contesto generale per render il tutto ancora piu' pesante da digerire. Un capolavoro degno di nota!
E' incredibile come questo brano sappia trascinare nella sua semplicita' e rapire la mente.
"Cloak" si erge da li a poco come un muro su cui sbatter la testa, riportando alla mente bands come i canadesi Irn e gli americani Trees. Uno schiacciasassi che si muove senza sosta che tuttavia fa anche uso di parti piu' veloci e violent per aggiungere un pizzico di sale in piu' che mette in mostra, ancora una volta, una band che si sente libera di fare cio' che vuole senza vincoli di genere alcuno.
"Collective Dictatorship" e' un altro esempio lampante di liberta' artistiche che i ragazzi si prendono senza problemi di alcun tipo, muovendosi piu' vicini a tonalita' al limite dello stoner che seguono poi nella successiva "Northern Light", in una mescola tossica con accenni indie-rock degni dei Sonic Youth e la loro depressiva "Schizophrenia" rivisti in chiave post-hardcore.
La successiva e conclusiva "Lord Less" che vede ancora una volta Marion Leclercq farsi interprete di questo stato di infermita' perpetua, e' un altro capolavoro in musica che oltre ad assestare un calcio nello stomaco, mette la firma su un album assolutamente imperdibile.
Difficili da descrivere in modo da poter coprire tutte le tonalita' di nero che rappresenterebbero la loro musica, i Carne son un esempio di assoluto menefreghismo quando si tratta di trovare una direzione. Questi ragazzi fanno quello che vogliono e nella loro liberta di espressione trovano il punto di forza per creare capolavori come questo "Modern Rituals".
Per il sottoscritto, una delle migliori uscite in ambito "estremo" per quest'anno. Sara' difficile trovare una band che possa fare di piu' per detronizzare il duo francese!
No comments:
Post a Comment