
FVNERALS
"Wounds"
[EERUE ECHOES/GOLDEN ANTENNA/NEGATIVE SOUND 2016]
"Wounds"
[EERUE ECHOES/GOLDEN ANTENNA/NEGATIVE SOUND 2016]
Questo e' il secondo lavoro dei FVNERALS di cui parlo qui in Zolfo Blog.
Accennai di questo disco con la precedente recensione e finalmente ho avuto il tempo e modo di assaporarlo a pieno. Se gia' con "The Light" avevo trovato sfogo per parlare di un LP unico, qui la band di Edinburgo ha trovato il modo di superare le aspettative e dare al pubblico un disco ancora piu' spettacolare ed irripetibile, vero capolavoro del "funeral doom" di nicchia e del "dark" piu' avventuroso.
E' difficile dare un'etichetta al sound della band senza ridicolizzare chi ci prova e sminuire la musica in se'. Infatti i FVNERALS son stati geniali nel riuscire a convergere in un unico prodotto influnze che attingono a pieno da generi estremi come il funeral doom e sensazioni inebrianti che solo la dark wave, ed in parte il dream pop, son in grado di definire. Aggrappandosi agli "estremi" della musica "estrema" questi ragazzi han trovato lo spazio per dire la loro!
Quando in precedenza parlai di Dolorian e delle similitudini che connettono le due band, non ero tanto lontano dal descrivere vagamente cio' che i FVNERALS son in grado di raggiungere.
Una mescola unica che, nera come la pece, si insinua nel cervello e da spazio a momenti di "romantica" angoscia. Come un racconto del terrore di fine ottocento, intravedo la musica della band come una voce narrante che descrive paesaggi grigi e pioggia perenne portando l'ascoltatore verso incubi ad occhi aperti, una sensazione che solo gli Undersmile eran riusciti a farmi provare prima di loro. Tristezza e rassegnazione son forse sentimenti che ritornano spesso nella musica della band e brani come la title track "Wounds" o "Shiver" son una rappresentazione piu' o meno azzeccata di un salto nel vuoto e gelido abisso.
La bellezza di questo lavoro sta nel connubio perfettamente riuscito di pesantezza e poesia, nell'unirsi di splendide voci pulite (uniche nello stile quanto nelle emozioni che riescono a trasmattere) con l'oscurita' di un genere plumbeo come il doom piu' estremo.
Doom estremo che tuttavia non va a spostarsi verso territori davvero "estremi" come potrebbero essere il death o il black o ancora lo sludge. Estremo perche' nella pesantezza e melodia, la musica della band incontra un punto di forza unico che, nell'unire i due fattori, non perde un briciolo di personalita' ma anzi rafforza l'intero mood di questo capolavoro.
Brani come "Teeth" o "Crown" son semplicemente imperdibili e l'intero "Wounds" e' forse uno dei migliori lavori per i vari generi che lo caratterizzano e nelle varie scene di cui un progetto simile potrebbe far parte. Portando aria "fresca" come un sepolcro, ad un genere che ormai non sembra di poter far altro se non sputare l'ennesimo clone sludge/stoner, questi ragazzi han trovato la loro strada e la loro unicita' li fara' guadagnare un posto nel cuore di qualunque fanatico del doom.
Davvero inarrivabili e senza ombra di dubbio una delle miglori uscite in ambito doom dell'ultimo decennio!
Accennai di questo disco con la precedente recensione e finalmente ho avuto il tempo e modo di assaporarlo a pieno. Se gia' con "The Light" avevo trovato sfogo per parlare di un LP unico, qui la band di Edinburgo ha trovato il modo di superare le aspettative e dare al pubblico un disco ancora piu' spettacolare ed irripetibile, vero capolavoro del "funeral doom" di nicchia e del "dark" piu' avventuroso.
E' difficile dare un'etichetta al sound della band senza ridicolizzare chi ci prova e sminuire la musica in se'. Infatti i FVNERALS son stati geniali nel riuscire a convergere in un unico prodotto influnze che attingono a pieno da generi estremi come il funeral doom e sensazioni inebrianti che solo la dark wave, ed in parte il dream pop, son in grado di definire. Aggrappandosi agli "estremi" della musica "estrema" questi ragazzi han trovato lo spazio per dire la loro!
Quando in precedenza parlai di Dolorian e delle similitudini che connettono le due band, non ero tanto lontano dal descrivere vagamente cio' che i FVNERALS son in grado di raggiungere.
Una mescola unica che, nera come la pece, si insinua nel cervello e da spazio a momenti di "romantica" angoscia. Come un racconto del terrore di fine ottocento, intravedo la musica della band come una voce narrante che descrive paesaggi grigi e pioggia perenne portando l'ascoltatore verso incubi ad occhi aperti, una sensazione che solo gli Undersmile eran riusciti a farmi provare prima di loro. Tristezza e rassegnazione son forse sentimenti che ritornano spesso nella musica della band e brani come la title track "Wounds" o "Shiver" son una rappresentazione piu' o meno azzeccata di un salto nel vuoto e gelido abisso.
La bellezza di questo lavoro sta nel connubio perfettamente riuscito di pesantezza e poesia, nell'unirsi di splendide voci pulite (uniche nello stile quanto nelle emozioni che riescono a trasmattere) con l'oscurita' di un genere plumbeo come il doom piu' estremo.
Doom estremo che tuttavia non va a spostarsi verso territori davvero "estremi" come potrebbero essere il death o il black o ancora lo sludge. Estremo perche' nella pesantezza e melodia, la musica della band incontra un punto di forza unico che, nell'unire i due fattori, non perde un briciolo di personalita' ma anzi rafforza l'intero mood di questo capolavoro.
Brani come "Teeth" o "Crown" son semplicemente imperdibili e l'intero "Wounds" e' forse uno dei migliori lavori per i vari generi che lo caratterizzano e nelle varie scene di cui un progetto simile potrebbe far parte. Portando aria "fresca" come un sepolcro, ad un genere che ormai non sembra di poter far altro se non sputare l'ennesimo clone sludge/stoner, questi ragazzi han trovato la loro strada e la loro unicita' li fara' guadagnare un posto nel cuore di qualunque fanatico del doom.
Davvero inarrivabili e senza ombra di dubbio una delle miglori uscite in ambito doom dell'ultimo decennio!
No comments:
Post a Comment