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Sunday, 12 February 2017

SEALCLUBBER "Stoical"



SEALCLUBBER
"Stoical"
[MEDUSA CRUSH RECORDINGS 2016]


I Sealclubber son una piccola rivelazione in ambito post-hardcore per la scena estrema britannica.
Questi ragazzi che arrivano da Stourbridge, son stati recentemente stampati dalla canadese Medusa Crush Recordings. Un lavoro che arriva dopo alcuni anni dall'esordio, "Sticky River" nel 2013, imponendosi prepotentemente e mettendo in mostra una band che ha le idee ben chiare quando si tratta di prendere a schiaffi l'ascoltatore! Innovativo? No, senz'altro no. Tuttavia la personalita' non manca ed il quartetto inglese si lancia sin dal primo minuto di "Stoical" a testa bassa nella mischia.
Interessanti leads ed un bell'assolo scandiscono il punto medio di una opening track che serve solo da "introduzione" per un lavoro intenso che vien caratterizzato da una distorsione rozza sopra una ritmica possente. Ma quando il rallentare inizia a far parte di un susseguirsi di "stop 'n' go" che incita all'headbanging, questo lavoro ha la meglio sull'ascoltatore che non puo' assolutamente evitare quel movimento di testa che va a ritmo di cassa e rullante. Infatti "Tales Of A Romanian Horse Whiperer" e' l'esempio calzante di cio' a cui i Sealclubber puntano: colpire l'ascoltatore, rallentare per dare pesantezza, creare atmosfere violente ma allo stesso tempo evocative.
Nel loro intento vanno a segno senza ostacoli. "Haima", la seconda traccia di questo LP e' un altro esempio di come la formula scelta dalla band serva il suo scopo.
La terza traccia "Catalogue Of Failings" con quell'accenno di doom degno dei migliori Cathedral e' una chicca che non si puo' lasciare inosservata. Da li a poco una leggera accellerazione che ricorda vagamente i primi Mastodon si fa avanti per dare spazio ancora una volta ad una pesantezza ai confini del math.
Dopo tre brani ed una varieta' di sfumature che indica gusto oltre ad indiscusse qualita' compositive, il meglio arriva dopo l'intermezzo "St. Jude's Waiting Room, Dead For 12 Days" con colpo alla nuca ben assestato dal titolo "Vows Of Silence", indiscusso highlight di questo full-length. 
Forse da interpretare come la ballad del disco, questo brano e' il secondo piu' atmosferico e piu' "lento" dell'intero lavoro. Mette in mostra una band che sa ragionare sulle sue scelte e che non si dedica ad una "violenza" priva di senso. Inevitabile l'accostamento ad un altra realta' inglese, gli Opium Lord, ma tuttavia non necessario per dare un'identita' ai Sealclubber.
La conclusiva "I Only Desire The Things That Will Destroy Me In The End" e' infatti, da questo punto di vista, il manifesto alla personalita' della band. Ai limiti del post rock, in maniera totalmente atipica se comparata al resto del disco, con un feeling unico, questo ultimo brano e' la miglior maniera di immaginare cosa' potra' arrivare in seguito a questo disco.
Una band che riesce a creare senza problemi strati di emozioni e con la quinta ed ultima traccia fa intravedere potenziale senza limiti.
Un lavoro che ti lascia con la voglia di poter ascoltare di piu' ed ancora di piu', per una "nuova" realta' che fara' parlare di se, molto presto, non solo a livello nazionale. Un assoluta rivelazione che andra' seguita con un occhio di riguardo. 

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