
PANZERFAUST
"The Lucifer Principle"
[AVANTGARDE MUSIC 2016]
"The Lucifer Principle"
[AVANTGARDE MUSIC 2016]
"The Lucifer Principle" dei Panzerfaust rappresenta l'ennesima gemma portata alla luce dalla nostrana Avantgarde, etichetta sempre attiva nello scouting delle migliori realtà underground dell'affollato sottobosco Black Metal.
La band canadese non è proprio un gruppo di primo pelo, infatti il gruppo è attivo sin dal lontano 2005 ed ha prodotto tre album molto interessanti, l'ultimo risalente al 2013.
"The Lucifer Principle" prosegue il percorso intrapreso sul disco precedente e lo sviluppa ad un livello superiore in questi tre brani inediti (oltre una cover di Johnny Cash) presenti su questo ep.
Quello che troverete qui infatti è un superbo esempio di black metal evoluto arrangiato, suonato e prodotto egregiamente in cui le chitarre tessono le proprie trame sulfuree e dissonanti su una base di oscuro e mistico Black Metal.
"The First Con Man, The First Fool" apre il disco con un mid- tempo cupo e gelido, eretto su chitarre ripetitive e marziali arricchite da ottime dissonanze che esplodono in un finale apocalittico e disturbante.
"The Jerusalem Syndrome" prosegue su ritmi lenti e cadenzati, possente e sinuosa con i suoi arpeggi dissonanti ed effetti alienanti che ricreano un'atmosfera di desolazione e sofferenza.
"Axis Mundi" è introdotta da un'arpeggio toccante e disturbante che ci anticipa la furia dei tre minuti successivi, in cui il gruppo sfoga la propria furia alternandola a rallentamenti epici e trionfali dove ancora una volta stupisce il lavoro delle chitarre.
"God's Gonna Cut You Down" è il perfetto finale per questo disco, ovvero una rilettura molto personale e destrutturata del classico di J. Cash, brano dal feeling oscuro che getta chi ascolat nella desolazione totale.
"The Lucifer Principle" è un lungo percorso nell'oscurità e nella desolazione in cui non ritroviamo ne una luce ne la speranza, una lunga cavalcata fatta di black metal moderno e raffinato che stupisce per personalità e profondita, in cui ogni singolo elemento è finalizzato a ricreare un mood di profonda desolazione, partendo dalla disturbante cover in bianco nero fino al concept lirico ispirato dai scritti di Howard Bloom.
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